Una media non è una promessa

«A settembre a Barcellona ci sono 25 gradi» è vero e insieme inutile, se non si dice cosa significa. Qui la massima media è la media delle temperature massime giornaliere di quel mese negli ultimi dieci anni: metà dei giorni sarà stata più calda, metà più fresca, e qualche giorno sarà stato molto lontano dalla media.

Il numero che decide davvero un viaggio è l'altro: i giorni di pioggia. Contiamo come tale ogni giorno con almeno un millimetro di precipitazione — sotto quella soglia è una spruzzata che non cambia i programmi di nessuno — e li riportiamo come media annua di quel mese. Dodici giorni di pioggia a settembre significano che, storicamente, ha piovuto in un giorno su due e mezzo.

Perché dieci anni e non trenta. Le medie climatiche ufficiali si calcolano su trent'anni, ed è la scelta giusta per studiare il clima. Per decidere un viaggio serve il contrario: sapere com'è adesso. Le temperature italiane ed europee sono cresciute abbastanza negli ultimi decenni da rendere una media 1961-1990 fuorviante per fare la valigia. Dieci anni sono il compromesso dichiarato di questa pagina.

Perché clima e prezzo stanno nella stessa tabella

Le due domande si fanno insieme e si rispondono sempre separate: da una parte le guide dicono «il periodo migliore è maggio», dall'altra il comparatore dice «costa meno a novembre». Messe in fila mese per mese, la decisione diventa evidente: quasi ovunque esiste un mese in cui il clima è ancora buono e il prezzo è già sceso, ed è tipicamente quello subito prima o subito dopo l'alta stagione.

I prezzi vengono dalla stessa fonte della pagina Voli: le tariffe minime pubblicate da Ryanair, l'unica compagnia interrogabile gratuitamente. Coprono solo i mesi già in vendita, cioè circa i prossimi sette: per i mesi successivi la colonna resta vuota, e non è una dimenticanza.

Da dove vengono questi dati

Da Open-Meteo, che pubblica previsioni e archivio storico con licenza aperta e senza chiave. I dati storici non sono misure di una singola stazione: vengono dalla rianalisi ERA5 del programma europeo Copernicus, che ricostruisce ora per ora lo stato dell'atmosfera su tutto il pianeta combinando osservazioni e modello. È la stessa base che usano i servizi meteorologici nazionali per gli studi climatici.

Conseguenza pratica da conoscere: il valore si riferisce a un punto di griglia di circa undici chilometri di lato, non al centro esatto della città. In pianura la differenza è trascurabile; in montagna o sulla costa, dove il clima cambia in pochi chilometri, va presa come indicazione.

I limiti, dichiarati

  • Le medie non prevedono niente. Dicono com'è andata, non come andrà. Un settembre può essere piovoso anche dove la media dice il contrario.
  • Sette giorni sono il limite della previsione. Oltre, il modello perde affidabilità: per questo qui non trovi il meteo «fra tre settimane».
  • Il punto è l'aeroporto, non il centro città: sono quasi sempre vicini, ma non è la stessa cosa in tutte le destinazioni.
  • Nessuna affiliazione, nessuna pubblicità. Non vendiamo viaggi, non prendiamo commissioni e non c'è alcun accordo con le compagnie citate.