NASpI: quanto ti spetta, per quanto tempo

Perdere il lavoro è già abbastanza complicato senza dover decifrare una circolare. Qui trovi la cifra del primo mese, quella dell'ultimo, la durata esatta e il momento in cui l'assegno comincia a calare — con i valori INPS del 2026.

Indennità di disoccupazione

L'importo e la durata, con i tuoi numeri

Servono due cose: quanto guadagnavi in media e quante settimane di contributi hai negli ultimi quattro anni. La durata è sempre la metà di quelle settimane.

Come inserisci la retribuzione
Come preferisci indicare lo stipendio
Età
Età

La retribuzione di riferimento è l'imponibile previdenziale: tredicesima e quattordicesima sono già dentro, per questo si divide per dodici e non per il numero di mensilità. Le settimane le trovi nell'estratto conto contributivo INPS: contano anche quelle di malattia, maternità e cassa integrazione.

Il décalage

Come cala l'assegno, mese dopo mese

Dal sesto mese — dall'ottavo se hai almeno 55 anni — l'indennità si riduce del 3% al mese. Il taglio si applica sull'importo del mese precedente, quindi non è una sottrazione lineare: accelera.

L'importo di ogni mese
Niente scatole nere

I parametri usati per il calcolo

Soglie e massimali cambiano ogni anno: questi sono quelli in vigore adesso, con la circolare che li ha fissati. Se leggi questa pagina fra un anno e i numeri non corrispondono più alla tua lettera INPS, la colpa è nostra e va segnalata.

Fonti: D.Lgs. 22/2015 per la disciplina della NASpI; INPS, circolare n. 4 del 28 gennaio 2026 per gli importi rivalutati del 2026. Il calcolo è una stima: l'importo ufficiale lo determina l'INPS sulla base dell'estratto conto contributivo reale. Tutti i conti avvengono nel tuo browser, nessun dato viene inviato o salvato.

Le domande di sempre

Quello che tutti chiedono sulla NASpI

Quanto spetta di NASpI nel 2026?
L'indennità è il 75% della retribuzione media mensile degli ultimi quattro anni, se questa non supera 1.456,72 euro. Sopra quella soglia si aggiunge il 25% della sola parte eccedente, fino al tetto massimo di 1.584,70 euro lordi al mese. Sono importi lordi: la NASpI è reddito imponibile IRPEF, quindi l'accredito in banca è più basso.
Per quanti mesi spetta la NASpI?
Per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni, con un massimo di 104 settimane, cioè due anni. Chi ha lavorato quattro anni pieni (208 settimane) arriva quindi al tetto massimo; chi ha lavorato un anno riceve l'indennità per circa sei mesi.
Quando comincia a calare e di quanto?
Dal sesto mese di fruizione l'importo si riduce del 3% ogni mese. Chi ha compiuto 55 anni alla data di presentazione della domanda comincia a subire la riduzione dall'ottavo mese. Il taglio si applica all'importo del mese precedente e non a quello iniziale, quindi si accumula: dopo un anno di indennità l'assegno vale circa l'80% di quello di partenza.
Quali sono i requisiti per averla?
Due: essere in stato di disoccupazione involontaria e avere almeno 13 settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti la cessazione. Le dimissioni volontarie di norma escludono il diritto, con le eccezioni delle dimissioni per giusta causa e di quelle durante il periodo tutelato di maternità. Rientrano invece nel diritto il licenziamento, la scadenza del contratto a termine e la risoluzione consensuale in sede protetta.
Entro quando va presentata la domanda?
Entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro: oltre quel termine il diritto decade, anche se i requisiti c'erano tutti. L'indennità decorre dall'ottavo giorno successivo alla cessazione se la domanda è presentata entro l'ottavo giorno, altrimenti dal giorno successivo alla domanda: presentarla in ritardo, quindi, costa giorni di indennità anche quando si resta nei termini.
Posso lavorare mentre prendo la NASpI?
Sì, entro certi limiti. Con un nuovo lavoro dipendente da cui derivi un reddito annuo inferiore a 8.500 euro l'indennità si conserva ridotta, a patto di comunicarlo all'INPS entro 30 giorni. Con un lavoro autonomo il limite è di 5.500 euro annui. Superate quelle soglie la NASpI decade; se invece il nuovo rapporto dura meno di sei mesi, l'indennità viene sospesa d'ufficio e riprende alla fine.
La NASpI vale per la pensione?
Sì. Il periodo è coperto da contribuzione figurativa, accreditata d'ufficio senza doverla chiedere: conta sia per il diritto alla pensione sia per la misura, entro un massimale di retribuzione figurativa pari a 1,4 volte l'importo massimo della NASpI. È anche il motivo per cui, pur essendo un reddito, non subisce trattenute previdenziali.

Quanto vale davvero quell'assegno

La NASpI è lorda e va dichiarata: per capire cosa resta dopo l'IRPEF, e quanto lordo serve per tornare al netto di prima quando ricomincerai a lavorare, il conto è nella pagina dello stipendio netto.

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