Dal lordo al netto, con i conti in chiaro

Fra quello che l'azienda scrive nel contratto e quello che arriva sul conto corrente c'è di mezzo mezzo sistema fiscale. Qui vedi ogni passaggio: quanto va all'INPS, quanto all'IRPEF, quanto torna indietro sotto forma di detrazioni. Regole in vigore nel 2026, formule dichiarate una per una.

Lavoro dipendente

Quanto ti resta davvero dello stipendio lordo

Inserisci il lordo che trovi sul contratto: la RAL se ragioni per anno, la cifra della busta se ragioni per mese. Il resto lo mettiamo noi, passaggio per passaggio.

Periodo di riferimento
L'importo che hai scritto è
Mensilità
Durata e regime
Il contratto

L'addizionale comunale non è una stima: scegliendo il comune si usano aliquota, scaglioni ed esenzione pubblicati dal Dipartimento delle Finanze, aggiornati ogni giorno. Quella regionale va dall'1,23% al 3,33% e non esiste un elenco ufficiale scaricabile: qui parte dall'aliquota base di legge, la tua esatta è scritta in busta paga o nel 730 alla voce "addizionale regionale".

Senza compilare niente

Tabella lordo netto, per le cifre che si cercano di più

Le stesse regole del calcolatore qui sopra, applicate agli importi più comuni. Servono a farsi un'idea in tre secondi e a riconoscere una proposta fuori mercato; per il conto sul tuo caso — comune di residenza, mensilità, tipo di contratto — c'è il modulo.

Lordo al meseNetto al mese, 13 mensilitàNetto al mese, 14 mensilità
1000 €979 €962 €
1200 €1126 €1098 €
1400 €1252 €1227 €
1500 €1317 €1292 €
1600 €1382 €1359 €
1700 €1449 €1419 €
1800 €1510 €1480 €
1900 €1570 €1540 €
2000 €1631 €1605 €
2100 €1691 €1666 €
2200 €1757 €1726 €
2300 €1817 €1778 €
2500 €1927 €1882 €
2800 €2073 €2001 €
3000 €2149 €2082 €
3500 €2364 €2325 €
4000 €2623 €2583 €
5000 €3128 €3084 €

Lo stesso lordo mensile con 13 o con 14 mensilità produce una RAL diversa, quindi un netto mensile diverso: è il motivo per cui "quanto sono netti 1.700 euro lordi" non ha una risposta sola finché non si dicono le mensilità.

Lordo annuo (RAL)Netto annuoNetto per mensilità, su 13Quanto se ne va
15.000 €14.198 €1092 €5,3%
18.000 €16.147 €1242 €10,3%
20.000 €17.444 €1342 €12,8%
23.000 €19.387 €1491 €15,7%
25.000 €20.597 €1584 €17,6%
28.000 €22.476 €1729 €19,7%
30.000 €23.686 €1822 €21,0%
35.000 €26.351 €2027 €24,7%
40.000 €28.337 €2180 €29,2%
45.000 €30.470 €2344 €32,3%
50.000 €33.062 €2543 €33,9%
60.000 €38.166 €2936 €36,4%
70.000 €43.174 €3321 €38,3%
80.000 €48.183 €3706 €39,8%
100.000 €58.201 €4477 €41,8%

Ipotesi di queste tabelle: dipendente del settore privato a tempo indeterminato, anno intero di lavoro, addizionale regionale all'1,23% e nessuna addizionale comunale. Sono le stesse ipotesi con cui parte il calcolatore: scegliendo il tuo comune i numeri scendono di qualche decina di euro l'anno.

Ogni importo ha anche la sua pagina, con il conto completo voce per voce e il confronto fra 12, 13 e 14 mensilità: 1500 euro lordi, 2000 euro, 2500 euro, 28.000 di RAL, 35.000, 50.000 — oppure tutti gli importi.

Il conto al contrario

Quale lordo devi chiedere per portare a casa quella cifra

È la domanda vera di un colloquio o di una richiesta di aumento: si ragiona in netto al mese, ma si firma in lordo all'anno. E finché non si dice quante mensilità sono, la cifra non vuol dire ancora niente: le stesse 1.800 € nette al mese costano all'azienda migliaia di euro di RAL in più con 12 mensilità che con 14.

Periodo e mensilità
L'importo che hai scritto è
Mensilità del contratto

Come funziona l'imposta

L'aliquota alta non si paga su tutto

È l'equivoco più diffuso sull'IRPEF: superare uno scaglione non fa scattare l'aliquota maggiore su tutto il reddito, ma solo sulla parte che eccede. Guadagnare un euro in più non può mai farti restare con meno in tasca.

Il tuo reddito diviso per scaglione

E se il 33% arrivasse fino a 60.000 euro?

È l'ipotesi di riforma annunciata per la legge di bilancio 2027: le tre aliquote resterebbero identiche, si sposterebbe il tetto dello scaglione centrale da 50.000 a 60.000 euro di reddito imponibile. Non è legge e non esiste ancora un testo. Sul tuo stipendio, così come l'hai inserito qui sopra, farebbe questa differenza.

La forma del prelievo

Come cresce il netto quando cresce il lordo

La curva non è una retta: sale più piano man mano che si sale di reddito, e ha qualche gradino dove finiscono i bonus. Serve a rispondere a una domanda concreta: quanto resta davvero di un aumento.

Netto annuo al variare del lordo a parità di mensilità, contratto e addizionali che hai scelto sopra
Il quadro completo

Quanto spende l'azienda e quanto arrivi a vedere

La busta paga racconta solo metà della storia: accanto ai contributi trattenuti a te ce ne sono altri, più pesanti, versati dall'azienda su cifre che non compaiono da nessuna parte nel tuo cedolino. È il cuneo fiscale di cui si parla sempre.

Regime forfettario

Quanto resta di quello che fatturi

Nel forfettario il reddito non si calcola sulle spese vere ma su una percentuale fissa del fatturato, decisa dal codice ATECO. Da lì si tolgono i contributi, poi l'imposta sostitutiva. Il risultato spesso sorprende, in entrambe le direzioni.

Agevolazioni
Agevolazioni

L'imposta al 5% vale per i primi cinque anni di attività, se non hai avuto la stessa partita IVA nei tre anni precedenti. La riduzione del 35% sui contributi riguarda solo artigiani e commercianti, va chiesta all'INPS entro il 28 febbraio e abbassa anche la pensione futura.

Niente scatole nere

Ogni numero usato per il calcolo

Un calcolatore che non dice quali parametri usa chiede di essere creduto sulla parola. Questi sono tutti i valori applicati qui sopra, con la formula esatta accanto: se un conto non ti torna, qui trovi dove guardare.

Fonti: aliquote IRPEF e riduzione della seconda aliquota al 33% dalla legge di bilancio 2026 (L. 199/2025, art. 1 co. 3); detrazioni da lavoro dipendente dall'art. 13 del TUIR; taglio del cuneo e trattamento integrativo dalla L. 207/2024 e dalla L. 21/2021; aliquote e minimali contributivi dalle circolari INPS per il 2026; regime forfettario dalla L. 190/2014 e successive modifiche. L'addizionale comunale viene dall'elenco ufficiale di tutti i comuni pubblicato dal Dipartimento delle Finanze, rigenerato ogni giorno in base alle delibere pubblicate: aliquota, scaglioni ed esenzione sono quelli che il tuo datore di lavoro è tenuto ad applicare. Per l'addizionale regionale non esiste un elenco ufficiale scaricabile, quindi resta un valore che inserisci tu, preimpostato sull'aliquota base di legge dell'1,23%. I calcoli avvengono nel tuo browser: nessun importo che scrivi qui viene inviato o salvato.

Da sapere

Cosa questo conto non può sapere

Le tue detrazioni personali

Familiari a carico, interessi del mutuo, spese sanitarie, ristrutturazioni: tutte alzano il netto e nessuna è compresa qui. Il risultato è quindi prudente: il tuo netto reale può essere più alto, difficilmente più basso.

Il tuo contratto

Ogni CCNL ha le sue voci: scatti di anzianità, superminimi, indennità, premi di risultato tassati al 5%, welfare aziendale esente. Il calcolo parte dal lordo complessivo e non entra in queste voci.

Le addizionali esatte

Regione e comune applicano aliquote proprie, spesso a scaglioni. Qui si usa la percentuale unica che indichi tu: cambiarla di mezzo punto sposta il netto di qualche decina di euro l'anno.

Il conguaglio di fine anno

In busta paga le imposte si versano mese per mese su una stima; a dicembre si fa il conguaglio e i conti tornano sull'anno intero. È il motivo per cui il netto di dicembre non somiglia mai a quello degli altri mesi.

Le domande di sempre

Quello che tutti chiedono su lordo e netto

Quanto è il netto di 30.000 euro lordi?
Con le regole del 2026, una RAL di 30.000 euro su quattordici mensilità lascia circa 23.400 euro netti l'anno, cioè poco più di 1.670 euro per busta paga. Dal lordo se ne vanno circa 2.760 euro di contributi INPS e 3.200 di IRPEF già al netto delle detrazioni, più le addizionali regionali e comunali. La cifra esatta dipende dalle tue addizionali e dalle detrazioni personali, che il calcolatore qui sopra non conosce.
Se supero uno scaglione pago l'aliquota più alta su tutto?
No, ed è l'equivoco più diffuso sull'IRPEF. Le aliquote sono progressive per scaglioni: il 23% si paga sui primi 28.000 euro, il 33% solo sulla parte compresa fra 28.000 e 50.000, il 43% solo su quella oltre i 50.000. Un euro in più di reddito non può quindi mai farti restare con meno in tasca. Quello che può creare piccoli scalini sono i bonus legati a soglie di reddito, non le aliquote.
Che differenza c'è fra RAL e stipendio netto?
La RAL è la retribuzione annua lorda: tutto quello che l'azienda ti riconosce in un anno, tredicesima e quattordicesima comprese, prima di contributi e imposte. È il numero che si scrive nei contratti e negli annunci. Il netto è quello che arriva sul conto. Fra i due c'è di mezzo il 9,19% di contributi previdenziali e l'IRPEF con le sue detrazioni: in genere il netto vale fra il 60% e l'80% della RAL, tanto meno quanto più si guadagna.
Quanto costo alla mia azienda?
Molto più della tua RAL. Oltre ai contributi trattenuti a te, l'azienda versa una quota propria di circa il 23,81% del lordo e accantona un altro 6,91% per il TFR. Una RAL di 30.000 euro costa quindi all'incirca 39.200 euro l'anno, di cui in tasca te ne arrivano poco più di 23.400: è quello che si chiama cuneo fiscale e contributivo, e la parte più grossa non compare nemmeno nel cedolino.
Conviene di più la partita IVA forfettaria o il lavoro dipendente?
A parità di cifra lorda il forfettario lascia quasi sempre più netto, perché l'imposta sostitutiva è del 15% — o del 5% nei primi cinque anni — contro aliquote IRPEF che arrivano al 43%. Il confronto però non è alla pari: nel forfettario non ci sono tredicesima, ferie pagate, malattia retribuita, TFR né NASpI in caso di cessazione, i contributi versati sono più bassi e quindi lo sarà anche la pensione, e le spese vere non si deducono. Prima di confrontare i due numeri conviene togliere dal netto della partita IVA quello che dovrai comprarti da solo.
Un dipendente pubblico prende più o meno di un privato, a parità di lordo?
Un po' di più, perché gli viene trattenuto meno. La cassa dei dipendenti pubblici è diversa da quella dei privati e la quota a carico del lavoratore è dell'8,80% per Stato, scuola e ministeri e dell'8,85% per enti locali e sanità, contro il 9,19% del settore privato. Su 30.000 euro lordi la differenza è di circa 80 euro netti l'anno. Fa eccezione chi è stato assunto entro il 2000 e ha ancora la vecchia buonuscita al posto del TFR: paga in più il 2,50% calcolato sull'80% dello stipendio, e in quel caso il netto scende di circa 400 euro l'anno.
A parità di stipendio, un contratto a termine rende meno di uno fisso?
Sul netto, no: se lavori tutto l'anno la busta paga è identica. L'unica differenza fiscale è lo sconto minimo garantito, che per i contratti a termine è di 1.380 euro invece di 690, e serve solo quando si lavora pochi mesi — chi fa tre mesi con un contratto a termine si ritrova fino a 690 euro in più rispetto a chi li fa a tempo indeterminato. Le differenze vere sono altrove: alla scadenza del contratto a termine hai diritto alla NASpI, e l'azienda versa su quel contratto un contributo in più dell'1,40% che però non tocca la tua busta.
Cosa cambierebbe con l'Irpef al 33% fino a 60.000 euro?
Con l'ipotesi di riforma annunciata per la legge di bilancio 2027 — la seconda aliquota al 33% estesa da 50.000 a 60.000 euro di reddito imponibile — il risparmio massimo sarebbe di 1.000 euro l'anno, 83 al mese, e si raggiungerebbe solo con 60.000 euro di reddito imponibile: per un dipendente privato vuol dire una RAL di circa 66.180 euro. Con 60.000 euro di lordo il risparmio sarebbe di 445 euro l'anno, e sotto i 55.060 euro di RAL non cambierebbe nulla. Non è ancora legge: qui il conto completo sui tuoi numeri.
Perché il netto di dicembre è sempre diverso?
Perché in busta paga le imposte si versano mese per mese su una previsione, e a dicembre si fa il conguaglio: si ricalcola l'IRPEF sull'anno intero e si aggiusta la differenza, in più o in meno. A dicembre si somma anche la tredicesima, che è tassata senza le detrazioni mensili — quelle sono già state tutte usate nei dodici mesi ordinari — e per questo arriva netta più bassa di una busta normale.

E quel netto, quanto vale davvero?

Sapere quanto ti resta è metà del lavoro. L'altra metà è sapere quanto compra: con trent'anni di indici ufficiali puoi vedere se il tuo stipendio ha tenuto il passo dei prezzi o se hai perso terreno senza accorgertene.

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