Cosa dice la legge, in tre numeri
I diritti di chi viaggia in treno nell'Unione europea stanno nel regolamento (UE) 2021/782, in vigore dal 7 giugno 2023, che ha sostituito il precedente del 2007. Non è una politica commerciale del vettore: è una norma, e vale identica sul biglietto da 6 euro e su quello da 120.
| Ritardo all'arrivo | Indennizzo | Su che cosa si calcola |
|---|---|---|
| 60 – 119 minuti | 25% del prezzo | Il biglietto della tratta che ha subito il ritardo |
| 120 minuti o più | 50% del prezzo | Idem, sulla stessa base |
| Ritardo previsto oltre i 60 minuti, prima di partire | Rimborso intero | In alternativa all'indennizzo, se rinunci al viaggio |
Due dettagli che fanno la differenza fra ottenere e non ottenere:
- Il vettore può fissare una soglia minima sotto la quale non paga, e il regolamento gliela consente fino a 4 euro. È il motivo per cui su un biglietto regionale da 6 euro il 25% (1,50 €) non viene liquidato.
- L'indennizzo si conta sul ritardo all'arrivo alla stazione di destinazione del tuo biglietto. Partire in ritardo e arrivare in orario non dà diritto a nulla, e non è un cavillo: è la definizione della norma.
«Ritardo per cause esterne»: quando il vettore non paga
L'indennizzo non è dovuto se il ritardo dipende da circostanze fuori dal controllo del vettore e inevitabili: condizioni meteo estreme, un atto di terzi sulla linea, gravi emergenze sanitarie. Non rientrano invece i guasti al materiale rotabile, i problemi di organizzazione o gli scioperi del personale della compagnia stessa: lì il diritto resta.
Attenzione a una differenza: anche quando l'indennizzo non è dovuto, l'assistenza lo è sempre. Pasti, bevande e albergo non dipendono da chi ha causato il ritardo, ma dal fatto che tu sia rimasto bloccato.
Come leggere il tabellone di questa pagina
- Il ritardo compare solo quando il treno è in circolazione. Un treno che deve ancora partire dalla sua stazione di origine risulta a zero: non è puntualità, è assenza di dato. Per questo la sintesi in cima conta solo i treni già in viaggio, e lo dice.
- «In ritardo» qui significa cinque minuti o più. È la soglia con cui si misura la puntualità dei regionali; sulle lunghe percorrenze il contratto di servizio ne usa una più larga. Una percentuale senza la sua soglia non vuol dire nulla, quindi la soglia è scritta accanto al numero.
- Il binario effettivo vince sempre su quello programmato. Quando i due non coincidono la riga lo mostra in chiaro: è l'informazione che in stazione arriva tardi, spesso da un annuncio.
I limiti di questa pagina
- La fonte è la circolazione reale pubblicata dal servizio di informazione al pubblico del gruppo FS. Copre i treni che circolano sulla rete nazionale: alcune ferrovie regionali concesse non ci sono.
- Non vendiamo biglietti e non confrontiamo prezzi ferroviari. Le tariffe non sono pubblicate in modo interrogabile senza contratto, e preferiamo non avere un dato piuttosto che averne uno inventato.
- Il calcolo dell'indennizzo è la regola generale. Il tuo contratto di trasporto — soprattutto sui servizi regionali — può prevedere modalità diverse (bonus invece di denaro, soglie proprie). La cifra qui è il diritto minimo europeo.
- Nessun rapporto con Trenitalia, Italo o RFI: nessuna affiliazione, nessuna commissione, nessun accordo. Usiamo un dato pubblico perché è pubblico.
